14 marzo 2019 inaugurazione della Mostra itinerante “Azzardo, non chiamatelo gioco”, nell’ambito del progetto ‘Game Over Non giocarti la vita … Amala’. Campagna di sensibilizzazione e mostra contro il gioco d’azzardo

Pubblicato da: «Mario Esposito» - giovedì, 14-03-2019
Si è tenuta nell’Atrio delle Muse il 14 marzo 2019 l’inaugurazione della Mostra itinerante “Azzardo, non chiamatelo gioco” che rimarrà esposta fino al 21 marzo a disposizione dei visitatori.
La classe Quarta Sez. C del Liceo ha presentato i Report finali del lavoro di documentazione e ricerca svolto nella scuola, al fine di meglio conoscere e sensibilizzare tutti gli studenti sul fenomeno della Ludopatia.
Presenti all’inaugurazione il Dirigente Nicolantonio Cutuli, il Dott. Luigi Pullia, Dirigente Psicologo del Ser.D di Lamezia Terme, il Dott. Antonino Leo Responsabile Regionale del Movimento “Vivere in”, la Prof.ssa Maria Rita Di Cello responsabile del Movimento a Lamezia, che hanno sottolineato la diffusione del fenomeno della Ludopatia e del gioco d’azzardo, soprattutto negli ambienti giovanili e l’importanza
della scuola nel servizio di conoscenza alle nuove generazioni, maggiormente esposte ai pericoli delle dipendenze.

 

La classe Quarta Sez. C del Liceo Classico-Artistico Fiorentino, nel mese di febbraio ha avviato un percorso di informazione-formazione sulla Ludopatia e sul gioco di Azzardo, che verrà presentato giovedì 14 marzo alle ore 12.00 nell’Atrio delle Muse, con i Report finali del lavoro svolto e la Mostra itinerante “Azzardo non chiamatelo gioco”, 60 immagini realizzate da 36 vignettisti, in esposizione fino al 21 marzo. Il progetto promosso dall’Associazione “Vivere In”, in collaborazione col Ser.D di Lamezia Terme ha consentito ai ragazzi di imparare che, se per molte persone il gioco rimane un innocuo e sano passatempo, per altre, può trasformarsi in un vero e proprio disturbo patologico definito “ludopatia”.  Elementi distintivi di tale passaggio sono la frequenza, la durata, le somme spese, l’intensità con cui questi comportamenti vengono messi in atto, la motivazione al gioco e le conseguenze negative che si ripercuotono sul soggetto in ambito psicologico, relazionale, finanziario e familiare. Perciò se intervenire presso i minori è un dovere, vista l’illegalità del gioco d’azzardo per loro, è anche una forma di prevenzione verso una vera e propria piaga sociale. Dall’illusione delle prime facili vittorie, si precipita in poco tempo in un vortice, che porta alla necessità di ricorrere a mezzi sempre più illeciti per ottenere i soldi necessari.